Chi sono e cosa trovi nel sito

Benvenuto nel mio sito! Sono un esperto in tecnologia organaria, appassionato di storia e di tecnologia d’epoca per quanto concerne il settore elettrico, elettromeccanico ed elettronico.

Sono cresciuto in una famiglia nella quale mio padre ha esercitato, fin da giovane, l’arte di costruire organi. Anch’io, già da ragazzo, ho mostrato un grande interesse e una vera passione per tutto ciò che concerneva i fenomeni elettrici, il mondo degli apparecchi radio e della musica, in particolare quella per organo.

Serafino Corno nel suo laboratorio
Eccomi ritratto nel mio laboratorio, che ho ricavato in un locale attiguo alla mia abitazione

Queste mie “passioni elettriche d’epoca” spaziano dalla radio alla strumentazione, comprendendo in quest’ultima, anche gli antichi apparecchi di fisica. Per questo motivo, ho pensato che fosse utile allargare e condividere questi argomenti con altri appassionati del settore, utilizzando la rete internet.

Benché dotato di pochi mezzi tecnici e di poco tempo a disposizione (collaboravo infatti costantemente nella azienda organaria familiare) ero riuscito a realizzare a soli 14 anni una radio a galena; apparecchio questo che, funzionando perfettamente senza l’ausilio di nessun tipo di alimentazione elettrica, aveva destato l’incredula ammirazione dei miei amici e coetanei.

La mia passione mi ha sostenuto guidandomi alla ricerca e ritrovamento di un originalissimo e importante brevetto, depositato nel lontano 1896 alla Regia Prefettura di Milano e attualmente giacente presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, con tutti i dispositivi prodromici annessi e connessi a tale rivoluzionaria invenzione nel campo della “pneumatica organaria”.

Ho deciso quindi di scrivere un libro storico-documentaristico sulla storia del brevetto depositato da Enrico Aletti, sulla storia della sua azienda e sugli intrecci con la storia della mia famiglia. Un libro corredato da moltissime fotografie d’epoca, riproduzioni dei brevetti, documenti e disegni originali.

Alessandro Corno al lavoro verso la metà degli anni ’90 all’organo di Ripalta Arpina (CR).
Mio padre, Alessandro Corno, al lavoro verso la metà degli anni ’90
Serafino-e-Antonio-Corno-anni-70
Questo sono ancora io, con mio fratello Antonio, a sinistra nella foto, nel laboratorio della ditta Corno negli anni 70

Video del restauro di un piccolo organo processionale di epoca seicentesca di autore ignoto.

L’idea di produrre un filmato completo che mostrasse le principali operazioni di restauro di un organo a canne che comprendesse anche il relativo restauro della cassa è sempre stato nelle nostre aspettative. Aggiungo anche che le effettive difficoltà, riscontrate in autorizzazioni e procedure di tipo burocratico-ministeriale,  per quanto riguarda il restauro di organi storici posto sotto il vincolo di tutela, nel nostro Paese si è rivelata il più grande ostacolo da superare.

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L’azienda Edison e la storia della rete elettrica della città di Milano
che permise la costruzione del primo organo ad alimentazione elettrica d’Italia (F.lli Aletti 1903)

L’anello di congiunzione fra l’arte organaria del passato e l’arte organaria del presente.

I fenomeni elettrici e la storia dell’elettricità sono da sempre stati una mia grande passione che tutt’ora prosegue con un sempre maggiore interesse rivolto a questo campo tecnologico.

Parallelamente alla citata passione elettrica convive con lo stesso interesse e lo stesso ardore l’altra mia grande passione: quella per gli organi a canne.

Mio padre e tutta la mia famiglia sono infatti dediti da sempre a quest’arte tecnologico-musicale le cui conoscenze tecnico-pratiche provengono per una considerevole parte, dalla secolare ditta Aletti di Monza in cui mio padre Alessandro Corno (22 agosto 1926 – 19 marzo 2017) vi ha lavorato. (Vedi Fig.1)

Alessandro Corno al lavoro nel suo laboratorio verso gli anni ’80 del secolo scorso.
Figura 1 – Alessandro Corno al lavoro nel suo laboratorio verso gli anni ’80 del secolo scorso.

Molti di voi si chiederanno quale nesso abbiano l’elettricità con gli organi a canne. Vi posso assicurare che se avrete la pazienza e l’interesse di leggere questa mia ricerca storica ve ne renderete conto personalmente.

La ditta Fratelli Aletti di Monza nacque nel lontano 1849 e, non riuscendosi a risollevare dopo il secondo conflitto mondiale, chiuse i battenti alla fine di Dicembre del 1947 dopo quasi un secolo di attività. (Vedi Fig.2 e Fig.3)

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che permise la costruzione del primo organo ad alimentazione elettrica d’Italia (F.lli Aletti 1903)”

I restauri dell’Organo Idraulico di Villa d’Este (Tivoli) di Giulia Garompolo

Per gentile interessamento del Prof. Giorgio Farabegoli e con la cortese autorizzazione del Presidente AMMI Sig. Franco Severi nonché dell’autrice Sig.ra Giulia Garompolo, pubblico con piacere questo singolare articolo che descrive l’organo idraulico di Villa d’Este a Roma. Ritengo infatti che lo strumento e la particolarità dell’argomento siano poco conosciuti e quindi estremamente interessanti per i musicisti e per gli appassionati.

A fine pagina troverete la scansione dell’omonimo articolo che è stato pubblicato sul N°2/2019 della rivista “L’antico Organetto” edita dall’ Associazione Italiana di Musica Meccanica (AMMI).

Rivolgo i miei personali ringraziamenti alla Sig.ra Giulia Garompolo e agli amici Franco Severi e Giorgio Farabegoli.

               Serafino Corno

L’organo di villa d’Este a Tivoli (RM)
Figura 1 – Sullo sfondo l’organo di villa d’Este a Tivoli (RM)

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Recensione del prof. Eduardo Rescigno al libro “L’arte organaria” di Serafino Corno

Questo bellissimo scatto fotografico ritrae il Prof. Eduardo Rescigno con noi tutti durante una visita di cortesia che il noto insegnante ha desiderato effettuare presso il nostro laboratorio per visionare alcune fasi dei lavori di restauro eseguiti al suo organo antico. Il libro “L’arte organaria” gli è appena stato consegnato. A quanti non conoscano il Prof. Rescigno, rendo noto che è un importante musicologo, scrittore e commediografo italiano. E’ nato nel 1931 e ha insegnato come docente di storia della musica nel Conservatorio di Parma e nel Conservatorio di Como ed è considerato uno dei massimi studiosi ed esperti di Giuseppe Verdi e in genere della musica classica dell’Ottocento. Come scrittore ha al suo attivo diversi saggi e libri per importanti case editrici come: Rizzoli, Einaudi, Hoepli, Ricordi e l’epos; un vero personaggio insomma sia come uomo che come cultore della storia della musica.

Serafino Corno, L’arte organaria, 2019

Se dovessi indicare qual è l’aspetto più interessante di questo libro, che affronta in quasi 180 pagine il vasto tema dell’arte organaria, mi troverei molto imbarazzato. Quando, la prima volta, mi sono accinto alla lettura, man mano che i capitoli si succedevano, ne prendevo nota, e mi dicevo: questo argomento è stato trattato in modo esauriente, forse è la parte migliore del libro. Poi andavo oltre, e un nuovo capitolo suscitava un analogo interesse. E così fino alla fine, quando mi sono detto: l’autore non solo conosce bene il problema, in quanto membro di una attiva famiglia di organari attivi da molti decenni; non solo è in grado di affrontarlo con assoluta competenza; ma è anche capace di suscitare il vivo interesse del lettore porgendo la materia con grande passione, che inevitabilmente si trasmette anche a chi legge.

Prendiamo il primo argomento, con un titolo che, a prima vista, non sembra molto allettante: “Molle antiche in ottone per azionamenti organari”. Si tratta di piccoli elementi in ottone che hanno il compito di aprire e chiudere il passaggio dell’aria. Di fronte alla grandiosa complessità di un organo, un elemento che certamente non possiamo chiamare secondario – nulla è secondario nel corpo dello strumento – ma non di primo impatto, e inoltre assolutamente non visibile. Grazie alla consulenza di Francesco Viganò, apprendiamo la funzione di questo importante elemento con molta ricchezza di particolari, ma ci viene anche spiegata quella specie di insolubile dubbio amletico che l’organaro si trova di fronte affrontando il restauro di un organo antico. Le molle, sottoposte a un’usura continua anche quando l’organo non è in funzione, non svolgono più esaurientemente il compito per il quale sono state costruite, semplicemente perché la materia di cui sono fatte, l’ottone trafilato, col tempo perde elasticità. È necessario cambiarle, ma questo cozza contro l’esigenza conservativa connaturata al restauro. Che fare? 

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Recensione del Maestro Mauro Balducci al libro “L’arte organaria” di Serafino Corno

Maestro Mauro Balducci

L’ARTE ORGANARIA di Serafino Corno

Aprendo il libro, consigliato da un amico, dopo poche pagine si ha subito la sensazione di trovarsi “accolti” dall’autore in un percorso di conoscenza ed approfondimento nella storia, costruzione e funzionamento dello strumento che nella storia della musica, più di ogni altro, si distingue per complessità costruttiva.

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